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I 400 colpi - Truffaut

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I 400 colpi - Truffaut

P
pascuccio TV

7 Views • Jun 09, 2026

Description

Come una madre che osserva e veglia, nelle prime immagini del primo capolavoro di Truffaut, quello che lo ha fatto passare dai banchi di scuola dei "Cahiers du Cinema" alla cattedra della macchina da presa, la Tour Eiffel è sempre presente, e domina Parigi. I 400 colpi è anche il primo film del personaggio Antoine Doinel, alter ego del regista, sempre interpretato da Jean Pierre Leaud, che accompagnerà nella vita cinematografica il cineasta francese.

Antoine Doinel è un bambino che vive con la giovane madre e il patrigno. Ha poca voglia di studiare e si diverte ad andare al cinema, a marinare la scuola, a compiere piccoli furti, oppresso da una famiglia che pensa troppo a se stessa e lo relega a buttare via la spazzatura o ad andare a comprare il latte, lasciando ai compagni di scuola il compito di accompagnarlo all'adolescenza. Il riformatorio diventerà il trampolino per il tuffo nel mare della vita.

Manifesto della Nouvelle Vague francese, il primo film di Truffaut è un inno alla libertà dell'infanzia, in parte autobiografico, che disegna e descrive le vicende di un bambino, nel quartiere in cui il regista è nato.

La forma filmica è immediata, viva, realista, strizza l'occhio a Rossellini, e rappresenta i volti e le vite dei piccoli uomini nelle strade parigine, nelle sue sfaccettature più intime, nei discorsi fra amici che condividono gli stessi luoghi. La poesia dei primi anni dell'esistenza risulta apparentemente rotta dalla coercizione del riformatorio, insieme di rigide regole che dovrebbero indicare la retta via; è però nell'ultima magica sequenza, mostrata secondo dopo secondo nel più classico stile della "Nouvelle Vague", in quella corsa di Doinel verso il mare, che i capelli possono finalmente seguire il vento, e lo sguardo finalmente perdersi senza paura verso gli anni dell'età adulta. 
Guida alla visione.
Marzia Gandolfi
martedì 7 aprile 2020

Tutto è cominciato alla fine degli anni Cinquanta con una dichiarazione di guerra, quattrocento colpi sparati a salve che avrebbero cambiato per sempre la storia del cinema. Nel 1959 François Truffaut ha ventisette anni, è autore di un cortometraggio (L'età difficile) e il suo primo lungometraggio vince a Cannes il premio per la miglior regia. Primo episodio della saga Antoine Doinel, I quattrocento colpi è un racconto di formazione: le avventure di un adolescente dei quartieri popolari parigini che passa il suo tempo a fuggire dalla scuola, dalla famiglia, dal mondo.

Pieno di pudore e di un dolore recitato in prima persona, I quattrocento colpi è un film apertamente autobiografico e il bagliore inaugurale di un regista venuto dalla critica. Truffaut donerà un seguito alle avventure di Doinel facendo invecchiare il personaggio col suo attore principale, il lunare Jean-Pierre Léaud, che incarnerà in Francia meglio di nessun altro il Maggio '68. Personaggio evolutivo al cinema per eccellenza, Doinel resta un punto di ancoraggio essenziale