Mirko Zullo - Sparato

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Mirko Zullo - Sparato

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SuonamiUnaPoesia

15 Views • Aug 25, 2013

Description

Era solito nascondersi dietro l’angolo più buio del viale sterrato che, dalla casa dei Ceretti, scendeva ripido verso la piazzetta, quella dove c’era Pavoni, il tabaccaio.
“Vammi a prendere le sigarette, figlio mio!”.
Luca avrebbe tanto desiderato che Tiziano, suo padre, smettesse di fumare più per il sollievo di non dovere scendere in piazzetta con il buio della sera, che per una questione di salute.
Nonostante le paure di un giovane quindicenne, era meglio non contraddire mai le sentenze di papà Tiziano. A quale pro? Rischiando di doversi comunque recare da Pavoni con il viso gonfio e le lacrime agli occhi.
“Vado subito papà”.
Appena messo naso fuori del cancelletto, Luca poteva già sentire il suo respiro.
Quel fiato pesante, colmo d’alcol e tabacco, gli appesantiva le spalle e faceva tremare le ginocchia ad ogni singolo passo.
Metro dopo metro, la sua diventava sempre più una corsa contro il tempo, contro l’inquietudine e il terrore.
In meno di due minuti era già spalmato contro il bancone di Pavoni, a chiedere con quel poco di fiato rimastogli in corpo il solito pacchetto di nazionali per il babbo.
“Hai corso anche stasera? Lo sai che il mercoledì non esce quello”, gli ricordava Pavoni sogghignando.
Già, il mercoledì non era in giro.
Nessuno capì mai il perché.
Allora la strada del ritorno si faceva più serena e almeno un giorno la settimana, la salita verso casa non pesava sui polmoni.
Mamma Giulia se ne stava tutte le sere seduta sulla sedia a dondolo: d’inverno a fare maglioni vicino la stufa, d’estate a ricamare la dote di famiglia.
Luca odiava il fumo di sigaretta, quel puzzo gli s’impregnava sui vestiti e lo avvolgeva in ogni attimo della sua vita, sin da quando ne aveva memoria.
Si riteneva un ragazzo fortunato perché poteva permettersi di proseguire gli studi ed era proprio a scuola

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