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Il macellaio collezionista
E
euronews (in Italiano)
4 views • Dec 20, 2013
Description
E’ stato macellaio e collezionista quando l’Ungheria era comunista. Il signor Kövesi gestiva una macelleria ma la sua segreta passione erano l’arte e le opere di qualità. Non era uno colto avendo frequentato poco la scuola ma si fidava degli esperti.
Dal 1960 al 1980 ha comprato 230 tele dei migliori artisti ungheresi del XX secolo. Adesso la collezione è stata esposta pubblicamente alla galleria Kieselbah di Budapest.
In epoca comunista la media dei salari si aggirava sui 1500 forini che equivalgono a 5 euros al mese di oggi. Per comprarsi questo tesoro deve aver dovuto nascondere dei fondi e aggirare il sistema delle aste di stato. Ancora oggi si possono trovare affaristi che riescono ad aggirare le vendite pubbliche per aggiudicarsi opere pittoriche al di fuori delle aste.
Kövesi era del 1911, era ebreo. Aveva imparato a fare il macellaio dal padre presso il negozio che avevano a Vácrátót, un paese vicino Budapest.
Il regime comunista confisco’ i suoi beni e il macellaio di talento divenne un semplice operaio che doveva produrre per 10 ore al giorno. Dopo i moti del
1956 riprese in mano la vecchia macelleria dove riusci’ a fare i soldi per comprarsi la sua collezione.
E’ poi deceduto nel 1981.
Dal 1960 al 1980 ha comprato 230 tele dei migliori artisti ungheresi del XX secolo. Adesso la collezione è stata esposta pubblicamente alla galleria Kieselbah di Budapest.
In epoca comunista la media dei salari si aggirava sui 1500 forini che equivalgono a 5 euros al mese di oggi. Per comprarsi questo tesoro deve aver dovuto nascondere dei fondi e aggirare il sistema delle aste di stato. Ancora oggi si possono trovare affaristi che riescono ad aggirare le vendite pubbliche per aggiudicarsi opere pittoriche al di fuori delle aste.
Kövesi era del 1911, era ebreo. Aveva imparato a fare il macellaio dal padre presso il negozio che avevano a Vácrátót, un paese vicino Budapest.
Il regime comunista confisco’ i suoi beni e il macellaio di talento divenne un semplice operaio che doveva produrre per 10 ore al giorno. Dopo i moti del
1956 riprese in mano la vecchia macelleria dove riusci’ a fare i soldi per comprarsi la sua collezione.
E’ poi deceduto nel 1981.
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