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Giuseppe Diodati - Orchideaverde (parte 3)
84 Views • Aug 19, 2013
Description
Artigli
Il primo, il più grosso, le si avvicina.
- Ciao bambolina, sei Orchidea Verde, ti ho sentito all’università sai? Tu sei quella che parla con gli zingari e con gli stranieri. Sei amica degli zingari tu, vero, Orchideuccia?-
Non risponde, Orchidea non risponde, sente il fruscio di Maputo e si guarda attorno, solo macchine e passanti lontani. Calcola i tempi, Orchidea, gli altri tre la circondano e davanti ha il fiume.
Ci vuole troppo ad usare il cellulare e non ha lo spray urticante, dire che un’amica gli aveva detto di prenderlo.
Puzza il fiato, e non solo il fiato, a quello che sta parlando. Si sente il sudore.
Orchidea Verde sente gli odori, li sente forti, odore di desiderio e di rabbia in questo e gli altri hanno facce cattive. Uno ha la svastica tatuata sul braccio sinistro, uno un’ascia.
- Ti piacciono pure i negri a te bambolina? Ti piacciono perché sono grossi e perché hanno qualcosa di grosso? ahah. -
Anche la risata è odiosa di quell’uomo, odiosa! Orchidea non abbassa lo sguardo, lo fissa negli occhi e cerca di ragionare e di capire.
- Ma, vedi ragazza, anche i bianchi possono soddisfare le tue voglie, non di certo i pallidi ebrei o quei quattro effeminati comunisti. No, bella ragazzina ci siamo noi, non è vero ragazzi? Possiamo farla divertire questa fanciulla? -
- Certo Mario, sì, che possiamo!- dice quello che sembra il più piccolo dei quattro, quello con la svastica sul braccio, per intenderci.
Orchidea sente qualcosa vicino la mano, qualcosa di peloso, per un attimo pensa si tratti di Maputo, non ha quasi il coraggio di distogliere gli occhi da quello che chiamano Mario.
Poi si decide e lo vede. Bigio è sul muretto, vicino la sua mano, e sta fissando negli occhi l’aggressore.
- Hai un gatto? Hai un gatto che ti difende Orchidea? Che paura ragazzi, guardate che sguardo feroce che ha… -
Poi sente il miagolio e vede il gatto nero alle spalle, poi un altro miagolio. Ci sono gatti, tanti gatti che si stanno avvicinando. Grigi, neri, persiani, gatti che si avvicinano, gatti semirandagi.
- Che succede? Come fai ragazzina, come fai a chiamare i gatti?-
Poi d’improvviso lancia un urlo. Maputo è uscito dalla tasca della ragazza ed è volato sul viso dell’uomo iniettandogli il suo veleno.
Approfittando della situazione i gatti saltano addosso agli altri graffiandoli e mordendoli ovunque.
Non è tanto il dolore che provocano, quanto quel senso irreale del tutto che crea scompenso.
Orchidea Verde ha uno sguardo allucinato, ora ghigna, quasi, e i suoi capelli rossi sembrano serpenti mossi dal vento.
Mario cade a terra in preda alle convulsioni provocate dalla tarantola e gli altri si danno alla fuga.
Francesco sta per andare via, Orchidea come al solito gli ha dato buca.
Lo manda in bestia quella ragazza, ah se non fosse così innamorato di lei!
Poi la vede arrivare, quando si ama si perdona alla velocità della luce soprattutto quando si teme di perdere chi si ama.
- Orchidea ma è quasi un’ora che ti aspetto e non rispondi nemmeno al cellulare.-
- Scusami Francesco, ma avevo lasciato il cellulare in macchina e stavo parlando con Linda, non mi sono accorta del tempo, dai andiamo a mangiare la pizza.-
Francesco scuote la testa. Si innamorerà prima o poi di lui?
E’ pazza questa ragazza, non capisce che lui si preoccupa? E’ così fragile Orchidea, così fragile.
Milano è una città pericolosa e lei sembra non capire mai il pericolo, non lo concepisce nemmeno!
Intanto nella tasca Maputo dorme, ha la pancia gonfia, quel sangue non era buono, non era buono e sapeva di rancido…
<u>Una margherita</u>
Orchidea Verde adorava la pizza rossa con il basilico sopra.
Le risate della ragazza riempivano il locale e i suoi amici, in quel tavolo della Pizzeria di Roma, erano tutti affascinati da lei.
Da quando aveva lasciato Milano le cose erano cambiate, il suo lavoro al ministero dell'ambiente come consulente, l'appartamento che condivideva con quattro amiche a San Giovanni.
Il suo rapporto sempre più stretto con gli animali e i suoi segreti. Con le organizzazioni umanitarie e il suo impegno, era tutto cambiato!
Rideva Orchidea, in quella pizzeria, quando dalla porta entrò Francesco.
Erano due anni che non si vedevano e si erano persi di vista, succede, alla fine lui si era stufato di aspettarla.
Francesco non era solo, però, con lui c'era una ragazza con i capelli biondi e vaporosi, anche lei con gli occhi verdi. Si vede che qualcosa di Orchidea...
- Francesco che ci fai da queste parti?-
- Orchidea? - Francesco era rimasto con la bocca spalancata, non riusciva a dire una parola.
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