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Bruno Guidotti - Li briganti

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Bruno Guidotti - Li briganti

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SuonamiUnaPoesia

14 Views • Sep 02, 2013

Description

I concimi dei briganti, so sempre stati li signori,
e datosi che de stì concimi ce ne so stati troppi,
se spiega la ragione, per cui ne so sbocciati tanti.
Ora vi voglio raccontare, la storia di Tinaccio,
un tipo con la barba folta sotto il mento,
che in testa se carcava 'n cappellaccio
ed aveva lo sguardo torvo come ‘n toro
come quanno pe disgrazia vede rosso.
Sulle spalle se portava sempre ‘n fucilaccio,
che caricava a grossi pallettoni, e sulli fianchi:-
da ‘na parte sempre ‘na pistola, e da quell’altra,
un lungo coltellaccio.-

Lui cominciò a fa er brigante,
quanno li regazzini dell’età sua, nati però fij de signori,
cominciavano a istruisse dentro scola.
Su padre, pe sfamare la famija, se mise a ruspà ‘npezzo de tera
ma quer poco che cojeva, più della metà
se lo fregava quer gran ladro der padrone.
Quindi da magnà , ce restava ‘na patata e ‘na cipolla,
e un po de pane ‘mbottito de mollica,
e via d’andando, sti signori, se volevano rubbà pure er decoro.
Un giorno, de sti signorini, er Tinaccio ne beccò uno,
lo mise addosso a n’arberello e je disse: mo te sparo.
Quello, ebbe l’onore d’esse er primo.

De briganti, nella storia ce ne sono stati proprio tanti,
sia ciociari, maremmani, calabresi, e cispadani,
Janno fatto la guera li signori e li governi.
Ma a falli fori non ce so riusciti mai.
Magari ne beccavano quarcuno, e per uno che moriva,
ne venivano fori più de venti.
Loro erano nascosti, fra le rocce e nelli boschi,
dormivano con i porci e le galline, sortivano de fora,
solo pe rubbà alli preti, e ai governanti.
Ora , qua a Celere, dove sono con piacere convenuto,
prima de salutavve a tutti quanti,
me dovete da spiegà, chi so li giusti e chi i briganti.