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Bruno Guidotti - Clausura

S
SuonamiUnaPoesia

9 Views • Sep 02, 2013

Description

Avvolta nella nebbia,
erema alla mia vista,
improvvisa forma appare.
Maestosa è la di lei struttura,
lassù, in sommità di spoglia altura.
Quando fui di lei, sotto l'alte mura,
vidi massiccia e serrata porta,
sulla quale scolpito v'era:
- Ferma i tuoi passi,
varcare tu non puoi la sacra soglia,
qui regna il silenzio, qui regna clausura. -

Ivi giungesti giovane, un dì lontano,
porgendo a Cristo la tua rosea mano,
e per amor suo tagliasti lunga chioma.
Comprenderti sorella, per me è cosa vana,
ascoltasti del Dio la voce?
O ragion che ti condusse, fu d’altra natura.
Io non sò risposta.

Angusta e fredda, è la buia cella
solo da fioca luce rischiarata,
che d'alta posta finestrella con fatica scende,
attraversando ferrea grata.
Qui trascorresti la tua vita giovane sposa,
qui ove non v'è del mondo che poca cosa,
un segiolo, un logoro messale
ed un misero giaciglio,
su cui, il corpo stanco posa.

Al muro, nella penombra appeso,
a condividere della tua vita il peso,
Lui… il Cristo, l’amato sposo.
Al venir del giorno,
soave s'alza verso le alte volte
il gregoriano canto.
Leggero un fascio d'obliqua luce
cade sulle prostrate ombre,
che al Signore elevano musical preghiera,
percuotendosi contrite il petto.

Trascorse nell'orare della tua vita il tempo,
non t'accorgesti delle dolci primavere,
delle calde estati, del triste autunno
che le foglie degli alberi ha ingiallito...
vicino ti giunse il freddo inverno.
In cielo nessuna stella, né chiaror di luna,
solo il sibilar del vento,
nere nuvole fan tra loro gara,
urlò il tuono, bagliore d'accecante lampo,
lluminò un istante il te di fronte Cristo,
a cui tu sorridente tendesti con fatica,
la tua scarna mano, che poi...
inerte cadde.

Dita pietose i tuoi occhi chiusero in finale posa,
nuda terra ora in se t'accolse,
intorno volaron le bagnate foglie,
con cui il vento dispettoso gioca,
la pioggia del tuo passare cancellato ha l'orme.