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Bruno Guidotti - Borgata 1950

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Bruno Guidotti - Borgata 1950

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SuonamiUnaPoesia

8 Views • Sep 02, 2013

Description

Il chiarore dell’alba,
stancamente si posa sui tetti
di lamiere e cartoni delle cadenti baracche,
con porte di legni marciti, e sulle finestre
plastiche bianche,
che il vento strapazza ed il sole arroventa.
Stradine ignote di nome, colme di buche, di erbacce seccate,
di terre bruciate che sollevate dal vento raschian la gola.

Gomme squarciate, carcasse d’auto rubate,
percorsi appena accennati oltre i quali si estendono
sporche distese che anelano ai profili dei monti lontani.
Qui, stanche figure si muovono vinte,
volti scavati, sorrisi sdentati, giovani donne dai seni cadenti,
bambini invecchiati sempre pronti alla lotta.
Gente senza un certo domani, ove l'onestà è un lusso per ricchi
e l'omertà una regola imposta,
la vita non dono, ma continua e rischiosa conquista.

Il romano acquedotto, triste osserva il degrado d'intorno,
memore di un glorioso passato.
Ora grida volgari, urla di donne e bambini,
che si elevano in aria e diventano inni, e gli stenti riscrivon la storia.
Al calar della sera, un gruppo d’amici gioca alla morra,
ed un altro è intento a giocarsi il quartino di vino,
per dimenticare del giorno la fatica e gli stenti.
Luminosa nel cielo sale la luna, nella volta celeste miliardi di stelle.
Della borgata assopita s’ode il respiro, la notte copre le povere cose.