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Anna Lamonaca - Luomo del fiume

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Anna Lamonaca - Luomo del fiume

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SuonamiUnaPoesia

21 Views • Aug 23, 2013

Description

Lettura di Tonina Perrone.

Lo trovammo nei pressi di un cavalcavia, dove c’era un fiumiciattolo, di quelli quasi invisibili.
Viveva lì da solo.
Ma non aveva paura, almeno credo non ne avesse, ai miei occhi era il più sicuro uomo del mondo.
Il praticello era coperto dalle erbacce, carta, stracci e lattine.
Quella mattina soleggiata era lì addormentato, beato al sole su una coperta sfilacciata e logora.
Descriverlo non è difficile perché lui era un poeta di quelli senza voce, senza penna, di quelli saggi, credo.
Ogni giorno passando in autostrada lo scorgevi seduto sul suo praticello, accanto al fiume, con gli occhi tristi e malinconici, sempre pensoso e silenzioso, quasi in meditazione, e ti veniva da guardarlo mentre rallentavi, fermandoti al casello.
A volte fumava, qualche sigaretta raccattata chissà dove, e questo lo so perché potevi osservare la sua vita, fermandoti alla coda del casello.
Non lo facevo per qualche motivazione, ma lo guardavo con curiosità, lui era strano, sembrava sereno: Non aveva orari, non aveva file, code, non doveva correre, non era mai in ritardo, e soprattutto non indossava una cravatta, una divisa, non aveva mogli, non aveva ansie, tasse da pagare, lui pescava a volte; a dorso nudo.
Ti ipnotizzavi a guardarlo tanto era placido, bonario sembrava un Guru.
Lo beccavi nelle pose più strane in contemplazione del cielo, delle nuvole, del sole o dell’acqua del torrente, che ti sembrava un Re. A dire il vero a volte lo invidiavo: guardava la natura con gli occhi di un padre benevolo, quasi l’avesse creata!
Con quell’atteggiamento di distacco, di superiorità sembrava mi disapprovasse con disdegno, con un sorrisino saccente sotto la barba folta e bianca, un sorrisino a ghigno di quelli a dire “sto meglio di te … non te ne accorgi?” A volte mi infastidiva.
Eppure era così bonario.

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